L'Eco di Bergamo, - Fausta Morandi

Li hanno accesi, negli anni, per realizzare interventi sul territorio. Ma oggi i mutui contratti dai Comuni contribuiscono, nel loro piccolo, ad appesantire il debito pubblico Così, aiutare le amministrazioni a estinguerli è un’operazione virtuosa, che il Parlamento ha deciso di sostenere. Uno degli emendamenti inseriti nel decreto enti locali (relatore il democratico bergamasco Antonio Misiani) prevede proprio uno stanziamento di 136 milioni in tre anni, a livello nazionale, per aiutare i Comuni a pagare le penali (circa il 20% del capitale residuo) per chiudere in anticipo i mutui con la Cassa depositi e prestiti.

Il decreto votato dall’aula, che ha avuto il sì di Montecitorio e ora passa - probabilmente con testo blindato - al Senato, introduce numerose novità rispetto alla versione originaria varata dal governo.

Il turn over

Una novità importante per i Comuni riguarda il personale, con un allentamento di diversi limiti in fatto di assunzioni: «Il turn over era sostanzialmente bloccato dal 2010, con vincoli lineari - dice Misiani -. Per la prima volta, invece, introduciamo dei criteri di virtuosità». Per i Comuni fino a 10 mila abitanti, infatti, e con un rapporto «virtuoso» tra numero di dipendenti e popolazione, il turn over sale dal 25 al 75%. In pratica, si possono rimpiazzare tre uscite su 4, anzichè una su 4. Per la Bergamasca, è un beneficio per 163 Comuni: restano esclusi solo quelli sopra i diecimila abitanti (tra cui Stezzano, uno dei paesi che con più forza aveva sollevato il tema) e i pochi che non rispettano i parametri numerici previsti. Una deroga arriva invece per tutti i Comuni, con la possibilità di assumere a tempo indeterminato nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido. «Un’azione che si inserisce in una serie di altre scelte fatte a sostegno della scuola», puntualizza Misiani. Infine, è rimosso il blocco che era legato al personale delle Province: in attesa di «assorbire» i soprannumerari di questi enti, i Comuni non potevano portare avanti bandi di mobilità. «Abbiamo invece deciso che per le Regioni come la Lombardia, dove oltre il 90% dei soprannumerari delle Province sono ormai stati ricollocati, questo vincolo può cadere», spiega Misiani.

Altri punti? Abbattute del 70% le sanzioni per chi ha sforato il Patto di stabilità («ma non è “liberi tutti”: restano altre penalità»), fondi e maggiore dotazione organica per i vigili del fuoco, sostegno ai produttori di latte, proroga delle attività di accertamento, liquidazione e riscossione, da parte di Equitalia, delle entrate dei Comuni e delle loro partecipate. «Equitalia è in via di uscita da una serie di amministrazioni locali, ma i Comuni hanno bisogno di organizzarsi: per questo la scadenza è slittata dal 30 giugno al 31 dicembre». Sul fronte dei voli aerei, dal 1° settembre fino a fine anno sarà bloccato l’aumento (introdotto nel 2013) di 2,50 euro a biglietto sull’addizionale sui diritti d’imbarco». E puntiamo a rendere lo stop definitivo con la legge di stabilità - dice Misiani -. Il tema era stato posto con forza da alcune compagnie low cost, tra cui Ryanair e Easyjet».

Per le Province ci sono 148 milioni, tra manutenzioni stradali (fondi inizialmente attribuiti all’Anas) e funzioni fondamentali.

L’emendamento Carnevali

La ripartizione, entro settembre, contribuirà a far capire se sarà possibile evitare il dissesto di Via Tasso.

Intanto, è arrivata la suddivisione dei 70 milioni che nella Legge di stabilità (su emendamento di Elena Carnevali) erano stati stanziati come contributo all’assistenza degli alunni disabili delle superiori. A Via Tasso sono destinati 1,3 milioni di euro. Una somma che potrebbe aiutare nella partita dei debiti pregressi con i Comuni (in tutto 16 milioni di euro). Nel bilancio di quest’anno, Via Tasso è anche impegnata a cercare di garantire i circa 1,8 milioni che mancano per ripagare interamente (per la prima volta) i Comuni per le spese 2015. Mentre sul 2016 la questione - che vale per la Bergamasca 5 milioni di euro - è per ora congelata. «L’emendamento - precisa Carnevali - attribuisce alle Regioni la competenza in materia, permettendo così in sede legislativa regionale di trasferirla alle Province, ambiti territoriali o città metropolitane con la relativa copertura finanziaria». Il tema rimane però controverso tra Province lombarde e Pirellone: la discussione è in corso. Intanto, come già in passato, di anticipare le somme si stanno facendo carico i Comuni, con cui Via Tasso ha nel frattempo definito le linee guida.