I treni non viaggeranno più a passo di lumaca (15 chilometri orari), ma a una velocità standard (70 chilometri orari), con recuperi di tempo e più sicurezza. Sarà uno dei risultati della riqualificazione strutturale del ponte ferroviario di San Michele, meglio noto come ponte di Paderno. Rfi, infatti, conferma un investimento di 20 milioni di euro, per un intervento della durata di 36 mesi e inserito nel contratto di programma 2016-2020.

La lettera

Ad annunciare la disponibilità dei fondi, dopo numerosi incontri con i rappresentati degli enti locali bergamaschi e lecchesi, con il consigliere provinciale orobico con delega alle Infrastrutture Pasquale Gandolfi e con i parlamentari del Pd Elena Carnevali, Giovanni Sanga, Antonio Misiani e Giuseppe Guerini, è l’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile. «Il progetto esecutivo – scrive l’Ad in una lettera inviata al sottosegretario del ministero delle Infrastrutture, alla Regione, alle due Province e ai Comuni coinvolti (Calusco e Paderno) – prevederà opere di rinforzo diffuse che non modificheranno la geometria e l’aspetto architettonico del ponte (che risale a fine ’800, ndr), nonché interventi di pulizia, di ripristino degli elementi deteriorati e una protezione superficiale generalizzata. L’onere finanziario, stimato in 20 milioni di euro, è stato inserito nel Contratto di Programma 2016-2020».

Alle Province resterebbero invece in carico i costi connessi alla viabilità stradale (fino a un massimo di 5 milioni di euro), relativi all’adeguamento della carreggiata che costeggia la ferrovia: secondo il progetto di riqualificazione potrà essere eliminato il limite orario di 15 chilometri all’ora per i veicoli che transitano sul ponte, e sarà consentito il traffico stradale in contemporanea con quello ferroviario.

Un risultato importante, che vede l’investimento di una cifra significativa su un fondamentale nodo viabilistico di collegamento tra le province di Lecco e di Bergamo, utilizzato anche da molti pendolari. L’unico neo sono i costi che dovrebbero sopportare le Province, difficilmente sostenibili. «Lavoreremo – commentano i parlamentari – perché le risorse necessarie per riqualificare la strada possano essere messe a disposizione anche dalla Regione».

Le verifiche

La campagna di indagine strutturale sullo stato di degrado dell’infrastruttura si è concluso il novembre scorso. Ne sono emersi problemi legati alla corrosione e all’usura, nonché ristagni d’acqua e chiodi tranciati.

Da lì Rfi ha dato avvio alla progettazione definitiva di un intervento di manutenzione straordinaria che consentirà di adeguare il ponte al passaggio dei treni viaggiatori e merci, eliminando la limitazione di velocità di 15 chilometri orari, attualmente presente, e di consentire la contemporaneità del traffico stradale con quello ferroviario. • Nel 2017, quindi, i lavori che puntano a risanare il viadotto per almeno 50 anni.Be. Ra.