Il decreto anti-Coronavirus di aprile “sarà maggiore dei 25 miliardi impegnati a marzo, ma la cifra finale va calibrata in base a tutto quello che si deve fare per salvare posti di lavoro e aziende“. Lo dice in una intervista ad Avvenire il viceministro all’Economia Antonio Misiani annunciando che “stiamo ragionando anche sul potenziamento in via transitoria del reddito di cittadinanza per ricomprendere casistiche non coperte dagli ammortizzatori tradizionali“, compreso il lavoro nero.

Misiani si dice anche “contrario” a rimettere in discussione il taglio del cuneo fiscale per utilizzare le risorse del 2020, 3 miliardi, per l’emergenza. “Puntiamo – spiega – a strumenti il più universalistici possibile. Non ci limiteremo a rifinanziare le misure di marzo, vogliamo migliorare i meccanismi di sostegno e arrivare anche a chi non siamo riusciti a raggiungere prima“. Ad esempio “gli ordini professionali sono previsti ma c’è qualche difficoltà attuativa. Ci sono altri segmenti del mercato del lavoro che rischiano di restare esclusi, penso agli agenti di commercio o ad alcune categorie di precari”. Quanto agli autonomi “i 600 euro del decreto di marzo sono ‘helicopter money’, soldi dati ad ampio raggio, a chi lavora e chi no. Detto questo, stiamo pensando di rafforzare l’entità del bonus per gli autonomi, rendendolo più mirato, commisurato all’effettiva perdita di fatturato”. Tra i prossimi interventi Misiani cita anche la liquidità per le imprese: “vogliamo allargare l’ombrello” ed “una serie di scadenze e pagamenti fiscali che potrebbero essere ulteriormente congelati”.