Difficile commentare qualcosa che ancora non è nero su bianco

Numeri, percentuali, virgole. Conferenze stampa, dichiarazioni e festeggiamenti. Ma il paradosso è che nessuno ha ancora visto il testo di questo benedetto Def, neanche le opposizioni che si trovano nell’imbarazzo di dover commentare anticipazioni giornalistiche o dichiarazioni confuse dei due vicepremier. Un esempio? Ci sono 10 miliardi o 8 per il reddito di cittadinanza? Nessuno ancora lo sa con certezza. Di Maio dice con una certa sicurezza che per il 2019 sono stanziati la cifra più alta ma Salvini, a distanza, lo smentisce creando un certo imbarazzo.

La preoccupazione del Pd
Questa mattina il segretario Maurizio Martina e i senatori del Pd su Twitter sono tornati alla carica chiedendo conto del testo che, dopo tanti annunci, “non è ancora stato presentato alle Camere”.
Tommaso Nannicini ironizza sui tempi: “A che punto siamo? Il Santo Graal è stato trasmesso alle Camere? #Def”. Vanna Iori sottolinea come il governo sia stato costretto a fare retromarcia dalle pressioni della Ue sullo sforamento del deficit: “Se ne faranno una ragione” alla UE del deficit al 2,4%, gridava #Salvini. Oggi invece se ne devono fare una ragione i #dilettanti #gialloverdi. #Forbici in mano, si abbassa: nel 2020 da 2,4 a 2,1 e nel 2021 da 2,4 a 1,8. E il #redditodicittadinanza è un souvenir”. Antonio Misiani insiste sull’assenza di un testo: “Imbarazzante. Sulla manovra di bilancio siamo ai ancora ai titoli. I numeri, invece, cambiano ogni giorno e mancano 15 miliardi di coperture. P.s.: siamo a +7 giorni dal festino sul balcone di Palazzo Chigi e del #Def nessuna traccia…”. E in un altro tweet: “LA PAURA FA ZEROVIRGOLA Degli #zerovirgola ce ne freghiamo!”, proclamavano @luigidimaio e @matteosalvinimi. Ma intanto gli #zerovirgola li stanno togliendo: -0,3 nel 2020 (deficit da 2,4 a 2,1) e -0,6 nel 2021 (da 2,4 a 1,8) #dilettanti #def #Leggedibilancio”.