Con Misiani e l'ex segretario Martina c'è anche il dalminese Nicolò Carboni, entrato in quota delegazione estera.

di Luca Samotti -

Nicolò Carboni, Maurizio Martina e Antonio Misiani: sono questi, in rigoroso ordine alfabetico, i tre bergamaschi eletti nella direzione del nuovo Partito Democratico che domenica 17 marzo a Roma si è riunito per l’Assemblea nazionale.

È stato il giorno della proclamazione a segretario di Nicola Zingaretti (e di Paolo Gentiloni a presidente) che dopo aver vinto le primarie dello scorso 3 marzo ha dettato la linea, richiamando gli iscritti soprattutto all’unità.

Sconfitto alle primarie, dopo essere stati segretario ad interim, Martina ha teso la mano a Zingaretti: “Questo è un partito, non una ‘baracca’. Siamo pronti a dare una mano, saremo una minoranza, non un’opposizione. Vogliamo dare il senso del riformismo radicale che abbiamo messo nella nostra mozione. L’avversario è questa destra, non è dentro questa sala. Il Pd se vuole essere grande deve essere plurale”.

In direzione, come detto, anche Nicolò Carboni, dalminese che lavora a Bruxelles entrato proprio in quota delegazione estera.

Tra i più soddisfatti, invece, Antonio Misiani, sostenitore della prima ora del governatore del Lazio nella corsa a segretario di partito: “È stato un bel momento di ripartenza, molto partecipato – ha sottolineato – La relazione di Zingaretti è stata densa di contenuti, partendo dalle riflessioni che avevano caratterizzato la proposta congressuale. Credo che il Partito Democratico si debba rinnovare profondamente per essere un’alternativa forte alla destra che oggi governa. Ho trovato tanti interventi interessati, ma ci aspetta una traversata nel deserto ancora molto lunga”.

Sugli spunti lanciati dal neosegretario, Misiani pone l’attenzione su due punti in particolare: “Dal punto di vista dei contenuti credo che l’attenzione al tema dell’ambiente e alle disuguaglianze non possano che essere centrali nella sinistra di oggi. Dopo anni di divisione e correnti credo che sia importante rimettere al centro la centralità del partito. Dal punto di vista personale sono contento della fiducia che mi è stata riservata”.