Il modello di finanziamento uscito dalla Camera, con il 2 per 1000 è un elemento di originalità tutto italiano, che andrà sperimentato. In America la propensione alla donazione è molto superiore. Abbiamo scelto una sorta di terza via tra il finanziamento diretto previsto nei Paesi europei e la totale assenza dei Paesi anglosassoni». Antonio Misiani, tesoriere del Pd, è certo che il sistema andasse riformato, anche per «recuperare il rapporto tra cittadini e politica»

Quanto ha contato la spinta di Renzi per il Pd?
Renzi è stato a favore dell’abolizione del finanziamento pubblico, il ddl lo abolisce in forma diretta, ma lo mantiene in forma indiretta, quindi è stata recepita la spinta al cambiamento, ma con un approccio pragmatico e meno ideologico di chi chiedeva l’abolizione...

Resta il timore nelle sedi romane del Pd di "rottamazioni" in arrivo per una parte dello staff...
In due anni siamo riusciti a dimezzare i costi senza lasciare a casa nessuno. L’ultima cosa da tagliare penso che sia il lavoro, le risorse umane che contribuiscono all’organizzazione.

Ma il loft renziano, che fa sembrare ancora più mastodontica la sede del Nazareno, non è il segno di un ridimensionamento del centro?
Penso che se Renzi diventerà segretario del Pd farà i conti con la realtà di una grande organizzazione politica e lascerà da parte le boutade buone per una campagna congressuale.

Il Senato manterrà il compromesso?
Credo che dopo la legge di stabilità, dalla seconda metà di novembre si parte anche al Senato. Ma il ddl è complesso, investe uno dei nodi più delicati dell’assetto democratico e un approfondimento mi sembra legittimo.

Cosa c’è che non deve essere toccato per mantenere l’equilibrio?
Il ddl del governo è stato migliorato. Abbiamo introdotto un tetto massimo alle donazioni che non c’era, strumenti per la raccolta fondi, una diversa strutturazione delle detrazioni fiscali. Se il Senato troverà ulteriori spazi senza modificare la filosofia di fondo, bene.

Non si aumenta il pericolo di controprestazioni?
L’antidoto è la massima trasparenza delle donazioni, che devono essere subito visibili on line, come in Germania. La legge del 2012 ha abbassato da 50 mila a 5 mila euro la soglia oltre la quale i donatori sono pubblici.

C’è un rischio per la privacy?
Noi dobbiamo recuperare un rapporto sano con la politica, che è adesione, partecipazione, e anche sostegno economico.

Roberta D'Angelo